Quando la vita ci mette di fronte a un “no”, al posto di disperarci o anche dopo un poco di disperazione, fermiamoci a pensare. Forse quel posto di lavoro,
forse quella persona che abbiamo pensato potesse essere giusta, o quel viaggio che avevamo in mente da un po’, non era per noi.
La vita fa selezione quando noi (ancora) non siamo capaci di farla o tendiamo a seguire i condizionamenti della nostra famiglia, o le aspettative di una società basata su valori diversi dai nostri.
Qualche anno fa’ venne indetto un concorso i cui requisiti erano esattamente quelli che avevo io, avevo letto la data in cui mi sarei dovuta presentare, avevo visto un 8.
Quindi aspettavo quel giorno, l’8.
A quel tempo ero dentro un percorso di crescita interiore e spirituale e quando mi resi conto proprio l’8 che il concorso si era svolto il 6, chiamai al telefono “disperata” la mia mentore che con molta serenità e ridacchiando mi disse: “meno male che il tuo terzo occhio ci vede benissimo!”.
La disperazione sparì.
Di fronte a un no, fermati, e indaga nel tuo dentro più profondo, se in effetti non sia proprio un sì del tuo vero sé.
Sono consapevole che ogni situazione è diversa, quindi va letta contestualmente, attraverso gli occhi dell’anima.
Per esempio, se vuoi che un tuo lavoro, in cui credi tanto, venga pubblicato, esposto e così via, e ripeto, in cui credi tanto, allora non dovresti farti “disperare” da un “no”.
Ho letto da qualche parte che l’obiettivo puoi raggiungerlo se resisti almeno a tre no.
Buona selezione 🙂
(Foto di Valeria Cossu)
