La vita tranquilla

Bisogna surfare!

La maggior parte di noi vorrebbe una vita tranquilla, ma è vero che nella vita tranquilla non cresciamo e non scopriamo le nostre risorse più elevate. Incontro tutti i giorni persone che, nelle prove più inaspettate, hanno conosciuto forze interne di cui non sapevano nulla. Queste forze emergono quando succedono cose che non ci piacciono, che ci fanno male, cose che ci fanno uscire dallo status quo e ci chiedono di fermarci, di riflettere, di fare cambiamenti o di rinunciare a qualcosa. La quantità di sofferenza e di dolore dipende dalla nostra tendenza a opporre resistenza: cioè il fatto che non accettiamo quello che accade.

Ci arrabbiamo, ci agitiamo, ce la prendiamo con Dio.

“Perché Dio permette questa cosa così tremenda?”

La risposta è sempre la stessa: per crescere!

Dobbiamo surfare tra le onde!

Ti assicuro che se trascorressi la maggior parte del tempo in spiaggia a bere spritz, a postare foto su Instagram, a partecipare a feste e concerti ti sentiresti presto apatico, la tua autostima crollerebbe e nessun ritocco estetico potrebbe restituirtela.

In fondo nessuno guarda sempre e solo commedie, o sbaglio?

Abbiamo bisogno dell’abisso, dello sforzo e del buio perché la nostra mente è duale e trova pienezza  nello sperimentare gli opposti. La pienezza, la vitalità, il senso puoi riscoprirli solo nel servizio e nel donare degli istanti buoni a qualcun altro. Nel tuo lavoro, quando vai a fare la spesa, in famiglia, quando incontri gli amici hai la possibilità di essere mediocre o evoluto, di dare importanza e ricchezza a chi hai davanti o manifestare assenza.

Anche se in questo preciso momento sei disoccupato, cerca di esserlo in maniera evoluta, qualcuno da aiutare c’è sempre, trova, escogita un modo per uscire dall’energia in cui sei (forse bassa) dando il tuo sostegno a qualcuno.

Creando cioè un cambiamento prima interiore.

La vita rispecchia sempre il nostro vibrare emotivo, e rispecchia i nostri meccanismi mentali.

Se non dedichi la tua vita a qualcosa o a qualcuno ti sentirai insoddisfatto, anche se stai camminando per strada e non sai che cavolo fare della tua vita puoi scegliere come essere: mediocre o lucente, incavolato o in pace, e ciò condizionerà qualcuno.

Buon surf ♥️

Buon Natale ❤️

Giorni fa ho dato lo stesso appuntamento a tre pazienti. Dopo lo shock iniziale ho riflettuto su questo errore per me molto grave, perché ci sta darlo a due persone, può capitare, ma a tre indica proprio che bisogna fermarsi a osservare.

Ho sentito per un po’ la parte di me severa che me ne diceva di ogni e mi stava creando abbattimento.

Ma non le ho dato spazio.

L’ho ascoltata, mi sono scusata con le persone coinvolte e poi stop.

Io scelgo di mettere un limite al mio persecutore. Oggi non ha più spazio.

Ma non solo gli metto uno stop ma ingaggio anche la parte più amorevole di me per sostenermi e per incoraggiarmi.

Perché vi racconto il mio dialogo con le parti interne?

Perché per vivere in modo sereno bisogna imparare a farlo.

È stato riscontrato un aumento nell’assunzione di psicofarmaci nell’ultimo anno in Italia, soprattutto tra i più giovani (dai 15 ai 34 anni), parliamo di antidepressivi e di stabilizzanti dell’umore.

Farmaci che creano gli stessi meccanismi di assuefazione e dipendenza di una droga.

Ancora non esiste una cultura del lavoro psicologico su di sé, abbiamo un corso di formazione per tutto, ma guai ad andare dalla psicologa e dalla psicoterapeuta.

Capire e imparare a gestire il mentale e le emozioni è la cosa più importante per guidare la nostra persona in questa avventura che è la vita.

Le emozioni ci sono state date per capire noi stessi nel nostro ambiente e agire di conseguenza.

Ma se l’unica cosa che conoscete è l’ansia, c’è qualcosa che non va.

Se la vostra parte oscura vi obbliga a vivere continuamente in uno stato di allerta, attacco e difesa, c’è qualcosa che non va.

Se fate fatica a trovare il senso nella quotidianità, c’è qualcosa che non va.

Se avete problemi con tutti e sembra che tutti sbaglino con voi, c’è qualcosa che non va.

Potrei continuare con gli esempi ma credo siano sufficienti.

Ferite ne abbiamo tutti perché nessuno è stato amato in modo incondizionato e se siamo ancora analfabeti emotivi immaginate al tempo dei nostri nonni e genitori.

Ma ora è più difficile, ci sono troppi stimoli, troppi contenuti facilmente accessibili, i genitori lavorano entrambi e i giovani non hanno punti di riferimento strutturati e fermi.

Dobbiamo svegliarci!

Garantire un supporto emotivo a voi stessi e ai vostri figli sicuramente è più importante dell’ultimo modello delle Nike.

Le ferite che abbiamo sotto il tappeto continuano a succhiare energia e fin quando non le affronteremo, avremo sempre meno energia vitale a disposizione per il resto, perché parte viene prosciugata dal dolore (inconsapevolmente e continuamente).

Con affetto e gratitudine, buon Natale!

DAL MIO DIARIO SEGRETO.

Oggi voglio fare una riflessione, ma in forma scritta.

Il mio lavoro mi dona la possibilità di accorgermi di come oggi ci sia un accesso a tutta una serie di tecniche spirituali, spropositato.

Le persone parlano usando nomi di filosofie, nomi psicoanalitici, nomi derivanti dalla scienza dell’anima.

Le persone costellano.

Le persone, a volte, costellano anche ciò che hanno nel frigorifero, perché magari la carota non è messa come loro si erano immaginate.

Ora, certo, tu puoi costellare, regredire alle vite passate, farti fare le carte per fare UNA esperienza, ma diverso è fare ricorso (compulsivamente) a tutto ciò per capire se oggi devi mangiare carne o pesce.

La nostra attenzione dovrebbe volgersi al modo in cui viviamo il momento presente.

Riempire la testa di paroloni spirituali al posto dei gossip, non risolve la situazione, il problema resta il riempimento della testa che ti impedisce di vivere il momento presente e di accedere a chi sei veramente.

Che il tuo ego sia riempito di posti fighi in cui fare l’aperitivo o di guru spirituali, sempre ego è!

Il punto è:

  • riesci a gestire i tuoi pensieri?
  • riesci a regolare le tue emozioni quando la vita non va come vorresti?
  • riesci a vivere nell’adesso con valori elevati, o anche nel tuo bel mondo spirituale e di crescita personale continui a comportarti secondo il codice di Hammurabi?

Le persone partecipano a incontri in cui i corpi (fisico, emotivo e mentale) vengono strappazzati, e poi tornano alla loro quotidianità con una porzione energetica più alta, che, se non viene portato avanti un adeguato lavoro psicologico, scompenserà la psiche e l’equilibrio.

Il punto è la delicatezza, la gradualità, l’armonia, la tutela per ogni aspetto della propria persona, sopratutto per quelle parti più nascoste e segretate.

Non risolverete nessun trauma partecipando a un rituale sciamanico, o piangendo compulsivamente per due ore durante una costellazione, o facendovi un viaggio astrale in cui affermate di aver incontrato Gesù.

Nessuna pappetta pronta.

Il lavoro psicologico è osservare istante dopo istante il proprio modo di essere al mondo, accorgersi di cosa si produce in sé nei vari momenti della giornata, a seconda dei luoghi, delle persone e delle situazioni, contattando quelle ferite e qui meccanismi più dolorosi con profonda dedizione e amore.

Amen.

DOMUS

Quest’anno mi avvicino al mio periodo di ferie con una consapevolezza diversa:

innanzitutto ho cercato di essere presente ogni giorno,

anche con la mia stanchezza

anche con le mie scelte

anche con il mio tentativo di prendermi un momento di pausa ogni giorno.

Le ferie non possono essere un evadere dalla quotidianità.

Pensaci, se vuoi evadere dalla quotidianità, vuol dire che non ti piace e che la devi cambiare, anche poco poco

Per me la vacanza è un tempo denso per me,

è un tempo in cui i miei occhi si voltano esclusivamente verso la mia persona o almeno ci provo.

È un tempo in cui scelgo di stare accanto a quel paesaggio della natura che amo profondamente e che mi dona energia,

un momento in cui rallentare le azioni per espanderle e respirarle con tutti i polmoni.

È un tempo di caverna, in cui muoio per rinascere nuova

e più capace di donare.

Quest’anno mi auguro e vi auguro un buon tempo con una poesia di Massimo Vincis, Domus, che ben descrive pensieri e sensazioni che conosco.

Vi allego una foto della poesia contenuta nella sua raccolta “11:11 ordinari (disordinati) flussi quotidiani” (amicolibro).

A presto ♥️

ANGELI

Possiamo pensare di vivere una vita dove tutto è concreto e materiale e considerarci un corpo biologico che cammina, ma questa visione è alquanto poco poetica e depotenziante e rischia di mandarci in depressione quando le sfide che la vita ci presenta sono assai ardue.

Oppure puoi intendere l’esistenza come un cuore vibrante di energia dove ogni elemento è connesso all’altro, dove c’è un piano più elevato ed evoluto di quello che stiamo vivendo e dove ogni fibra della nostra persona è connessa a una scintilla divina che ha l’obiettivo di manifestarsi pienamente attraverso di noi.

Personalmente ho scelto già da un po’ la seconda visione e ho iniziato a osservare i segnali e gli aiuti che la vita mi riserva.

Andrea Zurlini afferma che quando l’esistenza capisce che vuoi dialogare è felicissima di parlare e non si ferma più, e per dialogo non si intendono le vocine nella testa, ma un insieme di avvenimenti, cose che ti devi scoprire, persone che arrivano, libri che trovi, gente che appare in situazioni improvvise, parole che arrivano in un certo momento, cambiamenti, immagini dei sogni che ricordi e numeri che vedi.

Theresa Cheung (2010) scrive nel suo libro che gli angeli sono esseri spirituali a volte visibili ma generalmente invisibili che agiscono in collegamento con il divino che è dentro, attorno e al di sopra di noi, e che alla nascita ci viene assegnato un angelo custode, a prescindere dalla fede, dal carattere o dallo stile di vita, che ci guida, ci protegge e ci resta accanto per tutta la nostra vita terrena e ultraterrena. Gli angeli non hanno mai vissuto sulla terra come esseri umani ma a volte possono assumere brevemente la forma umana per mostrarsi. Il loro scopo è quello di aiutarci (se noi lo consentiamo, perchè non interferiscono col nostro libero arbitrio), questo aiuto può esprimersi attraverso un pensiero che ci spinge ad agire, il conferimento di una forza sovrumana, attraverso una sensazione o un presentimento che ci guida alla salvezza o ci allontana da una potenziale sventura.

Ognuno di noi è diverso e ha un canale preferenziale per percepire questo tipo di energia:

  • Chiaroveggenza: è la capacità di vedere gli angeli o le informazioni che inviano. Essi possono apparire sottoforma di colori, nuvole, luci brillanti o anche nella loro veste tradizionale e apparirci nei sogni.
  • Chiaroudienza: è la capacità di sentire la voce di un angelo nella mente o vicino all’orecchio come un sussurro, potrebbe essere una musica, il proprio nome o un tintinnio nell’orecchio.
  • Chiarosensienza: è la capacità di percepire gli angeli attraverso le sensazioni; tocchi leggeri e odori. “Quando un angelo vi accarezza, potreste provare una sensazione simile a un formicolio, come una mano che si posa su di voi”. Potreste sentire un profumo improvviso di fiori, potrebbe essere una sensazione istintiva o un’emozione.
  • Chiaroconoscenza: potrebbe essere l’intuizione o un’idea che arriva improvvisamente come un’ispirazione divina.

La mia riflessione ha l’obiettivo di piantare un semino rispetto al fatto che non siamo soli in questa esistenza, ma continuamente veniamo scortati da energie che ci hanno a cuore e che, se le interpelliamo, ci danno sostegno. Gli angeli ci informano delle loro presenza attraverso cuori, piume, numeri doppi e tripli nelle targhe, negli orologi e così via.

Allego con piacere alcune foto scattate da me nell’istante in cui ho percepito la loro vicinanza e il loro accompagnarmi.

Byrne L., La speranza degli angeli. (2013). RCS libri, Milano.

Cheung T., C’è un angelo accanto a te. (2010). TEA, Milano.

VAGINA

Ascoltando molte donne in terapia mi rendo conto che le convinzioni limitanti sulla sessualità sono talmente radicate che molte femmine si sentono bloccate, spesso non percepiscono il desiderio, e non si ricordano di avere una vagina, oltre che un corpo. Tutto questo potrebbe sembrare una normale condizione.

Non mi soffermo in questa sede sui motivi sociali e culturali che hanno prodotto tale condizione. Ma mi piace ri-dare dignità a una parte del corpo che, se Dio ha deciso di metterci, con fiducia bisogna ri-conoscere.

Ricordare di avere un corpo vuol dire fermarsi e impegnarsi a sentirlo.

In questo corpo è compresa la vagina che per la sua strutturazione fisica capisco sia più impegnativo percepire.

Ad esempio per un uomo è più difficile che ci sia questa dimenticanza: gli uomini sono molto più propensi ad accertarsi che lì sotto sia tutto a posto, con veloci toccatine e fugaci stiracchiamenti che in un’ottica di consapevolezza corporea rappresentano un contatto fisico che è “promemoria” dell’esistenza di un organo genitale e di un’energia sessuale.Ricordo che quando mi riferisco a questa energia intendo la grande forza creativa che muove noi e il mondo.

Le donne, invece, sono solite dimenticare di avere un organo genitale, dimenticano di avere un utero, definito “l’albero del grembo” che per di più è strettamente connesso ai cicli di madre natura e a quelli della luna.

Una delle consegne che mi piace dare quando mi rendo conto che esiste questa dimenticanza, è quella di pensare-sentire la vagina durante il giorno, come si sentono le mani, la pancia o la testa. Un po’ come ci si allena a sentire il respiro, sopratutto quando si fa yoga.

Se la penso, la vagina, mi alleno a riconoscere che esiste, e se esiste è più difficile fare finta di niente. Allora forse, mi ricorderò che il piacere (e non solo il dovere) ha senso per la mia vita, e soprattutto per la mia salute. Buon allenamento.

(Foto di Valeria Cossu)

La mia disponibilità economica dipende dalla mia psicologia.

Che vuol dire?

Screenshot

(Alcuni spunti per chi desidera lavorare sul tema)

Significa che il proprio modo di pensare, di agire e di vivere il mondo e il denaro (ma non solo) può trasmettere scarsità o abbondanza, così come possono farlo le parole pronunciate nella meccanicità comunicativa. Quindi la disponibilità di moneta e di luminosità è collegata a ciò che ognuno di noi porta nel mondo, anche quando si comunica velocemente tra amici.

Svolgere tutte le meditazioni del mondo non basta, per attrarre abbondanza: se si è soliti usare pensieri e parole che veicolano scarsità non cambierà nulla.

Faccio alcuni esempi di pensieri limitativi: “voglio fare quel corso, ma non so se riuscirò, ho molte spese”, “sicuramente non passerò la selezione”, “questo mese devo risparmiare”, “quelle persone sono altamente fastidiose”, “gliene ho cantate quattro”…

Allo stesso modo, vivere frequentemente emozioni spiacevoli come insoddisfazione, irrequietezza, apatia, autodistruzione, risentimento, paura e così via, senza porci attenzione e consapevolezza non conduce a una maggiore ricchezza.

Se non vengono modificate certe credenze potrebbe capitare di guadagnare un po’ di più un certo mese, ma probabilmente arriverà qualcosa da pagare per farmi tornare nella disponibilità corrispondente al mio stato psicologico, alla portata di armonia che trasmetto.

Il proprio modo di essere: lo sguardo, il sorriso, le parole pronunciate, il tono di voce,

l’apertura o la chiusura, il grado di tolleranza/ intolleranza, di giudizio e così via sono magneti rispetto all’abbondanza o alla penuria e alla limitazione.

Si dice che viviamo in un universo colmo di opportunità, la distanza tra sé e l’opportunità spesso è la credenza limitante che risiede nel nostro inconscio, assorbita in famiglia, a scuola e negli ambienti di socializzazione, magari dove la frase che ci è stata ripetuta maggiormente è che “in Sardegna non c’è lavoro” (è solo un esempio di una frase che io ho sentito spesso).

La disponibilità in ogni caso è collegata alla ricchezza che si dona al mondo, con la propria esistenza.

Così “tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete” (Matteo 21,22).

Buon lavoro ♥️

(La foto è di Valeria Cossu)

KARMA ISTANTANEO

 

Ieri mattina camminavo in un supermercato a Cagliari, alla ricerca di alcuni prodotti che non trovo nel mio paese. Mentre cercavo di fare manovra con il cesto in plastica dotato di rotelle che praticamente non cammina mai, mi sono impantanata con altri clienti, perché cercavamo di passare tutti nello stesso posto. Ho incrociato lo sguardo di un signore e ci siamo scambiati un sorriso, uno di quelli con gli occhi buoni. Ho continuato a cercare le mie cose e quando sono arrivata alla cassa, dopo aver valutato quella che aveva meno fila, mi sono resa conto c’era di nuovo quel signore che avevo incrociato prima. Il cassiere per sbaglio mi stava restituendo la carta del signore, quella del supermercato con cui hai diritto agli sconti. Così lui con un altro sorriso mi ha chiesto se ce l’avessi e ha chiesto al cassiere di passare la sua per me, come se fossi stata sua sorella.  Il cassiere dopo averci ricordato che non rientrava nel regolamento, ci ha comunque accontentati. Abbiamo creato quindi un campo di gentilezza. Questo è un esempio di karma istantaneo. Ogni azione immette nel campo una certa energia che l’Universo ci restituisce. La Non-Presenza ci fa vivere come zombie ipnotizzati che subiscono la vita.Invece ogni giorno è colmo di segnali, eventi, situazioni che potenzialmente potrebbero nutrirci e farci vibrare alto.

Ma se cammini pensando ad altro, non vedi.

Se vai nella vita  piegato sul cellulare, non vedi.

Se sei pieno di emozioni rimosse nel tuo corpo, non vedi.

Se ti nutri con cibo, notizie e persone colme di negatività, non vedi.

Sappiate che non abbiamo solo gli occhi fisici, ma anche quelli spirituali.

Buona vista ♥️

(La foto è di Valeria Cossu)

Il corpo, una chitarra.

Mettiamo il caso che io sia in una normalissima situazione quotidiana con i miei familiari o con il mio compagno, la mia collega e così via.

Partiamo dal presupposto che il corpo è il mio strumento, quindi possiamo immaginarlo come una chitarra.

Ho delle interazioni e la mia chitarra inizia a vibrare certe melodie-emozioni: potrebbe essere fastidio, inizio a sentirmi infastidito oppure inizio a sentire una certa tristezza, a quel punto posso ignorare la cosa (anche perché non ne accorgo coscientemente) e continuare a vivere la mia giornata.

Questo atteggiamento del non “prestare attenzione a me” presupporrà una accumulo di melodie-emozioni, che potrebbe far diventare hard rock qualcosa che prima somigliava al pop.

La cosa più equilibrata sarebbe riservarmi uno spazio quotidiano volto a comprendere cosa fa suonare quelle melodie, e lasciarmi stupire dal fatto che oggi certe melodie mi attivano perché somigliano a quelle del passato che mi hanno ferito, ma solo quando me ne accorgo posso riprendere il controllo e smettere di confondere le melodie, che seppur simili, non sono le stesse e in ogni caso, io posso essere diversa da ieri.

Dialoghi con gli auguri di buona Pasqua

Dialogo Chiara (mamma)+Manu invisible presso Giardino di Lu

Mamma (affetta da spontaneità) vede passare Manu invisible con la maschera e sporco di colore, esclama guardandolo: “e tu?”

Lui captando il senso della sua esclamazione: “eh io sono rimasto al carnevale”.

Lei osservandolo: “macché”

Lui: “e mi caccio in situazioni imbarazzanti”.

Lei: “fammi vedere la conca” (riferendosi alla faccia coperta dalla maschera).

Lui: “eh no sono cresciuto e la conca è troppo in alto”.

È sempre possibile risorgere.

Con questo dialogo vi auguro di risorgere a vita nuova, una vita in cui possiate avere Fede in qualcosa più grande di voi, che vi guidi e vi protegga.

Vi auguro di parlarvi e di trattarvi bene, soprattutto quando vi sembra di non essere adeguati e non vi piacete.

Vi auguro di seguire spontaneamente ciò che vi fa vibrare il cuore, al di là di ciò che si aspettano gli altri da voi, permettendo al vostro vero sé di autodeterminarsi.

Vi auguro di spogliarvi dalla rigidità e di non aspettare una malattia per poter vivere pienamente e gioiosamente la vostra unicità.

Vi auguro di aggiungere un pizzico di follia al vostro quotidiano e tutte le volte che vi viene paura, provate ad agire un gesto d’amore e di gentilezza verso qualcuno.

Buona Pasqua

Viva Gesù